Dio breve nell’erba

Ingarbugliato in goccia d’acqua

E grandine furiosa

Dio coda di lucertola

Passi sbadati

Tra sedia e letto

Dio belva e piuma

Insonne asfalto 

Dio uovo

Che ogni acqua è santa

E ogni luogo è sacro

Se assente di noi.

Saprai mai inchinarti

Tanto

Da cogliere la bisbigliata

Creatura?      

                                                                                               Chandra Livia Candiani

 BISBIGLIATA CREATURA (2020)

 

 

Ideazione e Regia: Mariella Celia

Coreografia, ricerca drammaturgica del movimento: Mariella Celia in collaborazione con Cinzia Sità

Interpreti: Mariella Celia, Cinzia Sità 

Suono: Gianluca Misiti

Trucco/Assistente di scena: Francesca Innocenzi

Costumi: Mariella Celia in collaborazione con Francesca Innocenzi

Disegno luci: Francesco Tasselli

Produzione: Associazione Sosta Palmizi (Cortona)

Con il sostegno di: Vera Stasi (Tuscania), Teatro Azione (Roma), Carrozzerie N.O.T (Roma)(Roma), ALDES (Lucca), Teatri Sospesi (Salerno), Cittadella dei giovani di Aosta.

Spettacolo vincitore del premio inDivenire per la danza 2019

Bisbigliata creatura apre lo sguardo ad un luogo in cui l'umanità che si rivela è quella che muove i suoi primi passi, che piano impara a mettersi sulle sue gambe, che ancora non conosce, che ancora non sa esattamente come si fa, ma di ogni cosa che accoglie al suo sguardo ha stupore e meraviglia.

Bisbigliata creatura sceglie il disarmo come prospettiva d'elezione.

C'è a monte di questo progetto la necessità e l'urgenza di ritrovare una percezione materiale del corpo sensibile e a tutto un sistema di relazioni che il corpo instaura con l'ambiente esterno, attivando un prolungamento del nostro essere e della nostra soggettività verso una dimensione permeabile: la mano che tocca è anche toccata, in un gesto che trasforma ciò che percepisce in ciò che è percepito.

In questo incontro tra Mariella Celia e Cinzia Sità, due artiste, due donne, amiche e colleghe differenti per età, per fisicità, si fa esperienza di tutto questo. E' come stendere un foglio bianco, rimettersi al mondo per la prima volta e cominciare a riscrivere la propria storia da sole e poi in relazione con l'altro/a.

Cosa siamo prima della nascita? E quando si nasce che succede? Che significa incontrare? Quali sensi sono determinanti affinché l’incontro sia tale? Quando si incontra il mondo per la prima volta che succede? Quando si incontra l'altro per la prima volta che succede? Quando lo si avvicina fino a toccarlo per la prima volta che cosa succede? Che trasformazione si attua nel proprio essere da un punto di vista fisico, emotivo, spirituale?

Avenir Light una delle font preferite dai designer. Facile da leggere, viene utilizzata per titoli e paragrafi.

SLEEP ELEVATION (2014)

 

Regia, coreografia, scenografia, costumi: Mariella Celia

interpretazione: Mariella Celia

arrangiamenti e post produzione musicale: Alessio Rosi/ Casa Ohm, Guglielmo Enea, Andrea Veneri

disegno luci Stefano Pirandello

co-produzione: Associazione Sosta Palmizi, Atacama

con il sostegno di: Electa Creative Arts, Cie Zerogrammi, Aldes, Teatri Sospesi

collaborazione artistica: Cinzia Sità, Mauro Carulli, Giorgio Rossi

Per sentire bisogna perdere tante opinioni, tanti «saperi»: la tirannia del capire, l’impero della ragione, il chiacchierio della mente discorsiva, la convenzionalità, i luoghi comuni devono andare in frantumi o essere lasciati sullo sfondo, con rispetto, ma sullo sfondo”.

Chandra Livia Candiani

Ponendosi al confine tra comico e drammatico, tra teatro e danza, lo spettacolo mette in scena un sogno. Protagonista è una donna in vestaglia nella sua camera, sola, con un’unica finestra sul mondo: il suo cellulare, da cui è ossessivamente attratta, in attesa di una chiamata.

Lo spazio scenico è abitato da pochi elementi, un tavolo, due sedie e un armadio da cui la donna viene risucchiata per riemergere giocando con i propri scheletri, per poi affrontarli fino ad arrivare alla vera e propria lotta.

Sleep Elevation è il sogno in cui volare lontano dalla realtà e mettendosi addosso atteggiamenti e personalità altrui, essere ciò che vorremmo essere, indossando gli abiti delle donne che il virtuale, i social network e la società ci suggeriscono come modelli “vincenti” .
La consapevolezza dei luoghi onirici in cui ci rifugiamo può fungere però anche da linfa vitale per sviluppare il coraggio di conoscere e attraversare le proprie paure ed insicurezze ed infine celebrare e amare la nostra autentica fragilità.

TEMI

Elevazione al sogno e nel sogno; mettere in atto il superamento delle brutture, le fatiche del quotidiano e al contempo elevazione del corpo, che affonda, cade, trovando dal basso, dalla terra, la forza per un nuovo slancio. Il corpo è dunque qui emblema di tutto il nostro essere, che immergendosi nella profondità dell’animo e nei luoghi inconsci della mente guarda in faccia tutte le sue paure, insicurezze, tocca il fondo, per evolversi. Il cellulare è mondo rumoroso e silente allo stesso tempo, è l’imposizione di dover essere compulsivamente connessi senza mai entrare in reale contatto. Per recuperare quella dimensione intimamene relazionale si cerca nel sogno il luogo in cui affrontare un viaggio. In questo momentaneo allontanamento si scivola così in una dimensione ironica e tragica, buffa e tenera, irrisolvibile nei suoi chiasmi, si gioca a indossare le identità del femminile, ci si imbatte col bisogno di piacere – ad un uomo, agli amici, alla società. Ma quella onirica è anche la dimensione dove guardare in faccia i propri scheletri nell’armadio, affrontarli arrivando all’osso dei nostri mondi inconsci o talvolta solo inconsapevoli, per smascherarli, e smascherandoci, dare inizio al cambiamento.

CIELO DI MARZO (2012)

Hai un sangue‚ un respiro/Sei fatta di carne/di capelli di sguardi/anche tu.
Terra e piante/cielo di marzo‚ luce/vibrano e ti somigliano/il tuo riso e il tuo passo/
come acque che sussultano/la tua ruga fra gli occhi/come nubi raccolte/il tuo tenero corpo/una zolla nel sole.

 

Choreography: Giorgio Rossi, Mariella Celia

Interpreti: CORPO DI BALLO DEL TETRO DELL'OPERA DI ROMA

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